Arrediamo le pareti con le carte da parati

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Arrediamo le pareti con le carte da parati

 

Nononstante siano tornate di moda ormai da anni, ancora molti legano la carta da parati a memorie sfocate del soggiorno della nonna, con quei motivi geometrici o floreali che decisamente non appartengono più al nostro linguaggio estetico. Eppure ci facciamo affascinare dalle foto patinate di set fotografici in case da sogno che ci mostrano pareti che sembrano opere d’arte, angoli domestici rinnovati dalla sola presenza scenografica di una parete rivestita di composizioni grafiche o fotografiche.
Io mi sono sempre fatta incantare dai decori murali e dalle pareti che diventano occasione di arredo verticale, piccole scenografie domenistiche che sono capaci di trasformare una stanza con semplici evocazioni iconografiche che lanciano il nostro pensiero oltre i limiti delle pareti… cantava Gino Paolo:

“Quando sei qui con me questa stanza non ha più pareti ma alberi, alberi infiniti. Quando sei qui vicino a me questo soffitto viola no, non esiste più… Io vedo il cielo sopra noi”

Piccola parentesi di storia della carta da parati: tutto iniziò in Cina del I secolo a.C subito dopo l’invenzione della carta, in Europa la carta da parati arriva di importazione, pare che in Inghilterra e in Italia ci siano esempi di carte create a Canton appositamente per essere esportate. Da queste prime importazioni inizia a svilupparsi una produzione interna che vede le prime fabbriche di carte da parati europee in Inghilterra, in Italia e in Francia nel XVIII secolo. Si iniziò riproducendo opere pittoriche stampate a uno o due colori e poi rifinite a mano con pennelli. In quel periodo storico in Italia andavamo molto di moda grandi paesaggi (viste su porti, insenature, rovined i antichi monumenti, …). Man mano che l’utilizzo della carta per decorare le pareti aumentò, si modificarono anche i soggetti, che si semplificavano fino ad diventare motivi decorativi che potevano essere tagliati e uniti per adattarsi ad diverse tipologie di locali (antenati delle texture). Solo dopo gli anni ’70 le innovazioni e progressi della stampa hanno permesso di realizzare carte da parati con più varietà di soggetti.

Ora non solo possiamo scegliere tra tantissimi soggetti (che possiamo creare noi stessi) ma possiamo anche perderci tra una vasta gamma di materiali: cellulosa, vinile, tessuto non tessuto (TNT), fibra di vetro, tessuto, pelle, sughero, … il catagolo materiali è davvero ampio e abbiamo tante soluzioni per valorizzare con creatività un locale.

Già vi immagino a sognare un nuovo progetto per modificare il salotto…
qualche consiglio dell’architetto?

Pensiamo alla carta da parati come un complemento ornamentale che deve interagire con la composizione generale di arredi, colori, materiali e luci del locale. Quindi il primo consiglio è di non esagerare soffocando il locale vestendo di carta da parati tutti i muri. Meglio circoscrivere l’intervento a piccole aree: una parete, una nicchia, una quinta. La scelta di quale parete o quale nicchia dipende da cosa volete mettere in risalto. Grande peso nella scelta ha chiaramente la conformazione del locale, la posizione delle aperture o se esistono altri elementi architettonici (pilastri o colonne) che connotano e caratterizzano lo spazio.
Siccome la modifica del look di un locale non è una cosa semplice, chiama in causa tanti piccoli fattori psicologici legati alle nostre abitudini, alla nostra percezione dello spazio e del nostro concetto di casa, prima di tuffarvi su una scelta avventata ponderate bene l’equilibrio delle cose… per alcuni la sola presenza di un nuovo quadro sfasa l’equilibrio domestico, immaginate il decoro a tutta parete! Inoltre se in soggiorno avete un arredo classico in legno di noce, se i vostri ripiani sono affollati di soprammobili e sul pavimento fanno bella mostra tappeti persiani, diciamo che una carta da parati con decori troppo ricercati e importanti dal punto divista cromatico potrebbe appesantire senza valorizzare, confondere più che equilibrare… sono davvero tanti gli aspetti da considerare per ogni intervento di interior design anche solo di home relooking!
Pertanto prima di tutto prendetevi del tempo e sedetevi al centro della stanza, osservate tutti i dettagli, cercate di leggere le relazioni tra le cose, soffermatevi sulle luci ed ombre della stanza. Quando pensate che i vostri occhi abbiano fatto il controllo di tutto, rifate un ultimo giro veloce con lo sguardo per fissare bene nella mente tutto. Quindi sedetevi al tavolo, chiudete gli occhi e fate un bel respiro. Ora siete pronti per scrivete una lista coi punti di forza e punti di debolezza della stanza, quale parete appare più spenta, quale angolo più irrisolto, ecc rimettete ordine prima della vostra mente e chiarite cosa non vi piace e cosa vorreste. Sicuro che troverete l’angolo da rinnovare che vi aiuterà a rimettere tutto in equilibrio.

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