La velazione degli sposi

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La velazione degli sposi

 

In questi anni mi sono accorta che pochi davvero conoscono la meraviglia dei gesti che si compiono e dei riti che si vivono nelle celebrazioni dei matrimoni religiosi. In questi anni di corsi prematrimoniali, in cui con mio marito accompagniamo i fidanzati lungo il cammino di preparazione al matrimonio cristiano, si è fatta la certezza che pochi “indagano” sui significati simbolici delle parole e dei gesti che compiranno. Ogni anno a noi piace sempre raccontare del rito della velazione, che noi stessi abbiamo vissuto al nostro matrimonio …in una prima edizione per la comunità pastorale di Desio.

Anzitutto, cos’è la VELAZIONE?

Per capire a fondo cosa sia dobbiamo richiamare alla mente le reminiscenze del catechismo… L’imposizione del velo sugli sposi, ovvero la velazione, è segno della comunione di vita che lo Spirito, avvolgendoli, dona loro di vivere. Insieme, i genitori o i testimoni, terranno disteso il “velo sponsale” sul capo degli sposi per tutta la durata della preghiera di benedizione nuziale.

BENEDIZIONE NUZIALE CON VELAZIONE
Sac: Preghiamo il Signore per questi sposi, che all’inizio della vita matrimoniale si accostano all’altare perché siano confermati nel reciproco amore.

[i testimoni tengono disteso il velo sponsale sul capo di entrambi gli sposi per tutta la durata della preghiera di benedizione]

Sac: Padre santo, tu hai fatto l’uomo a tua immagine: maschio e femmina li hai creati, perché l’uomo e la donna, uniti nel corpo e nello spirito, fossero collaboratori della tua creazione.

O Dio, per rivelare il disegno del tuo amore hai voluto adombrare nella comunione di vita degli sposi quel patto di alleanza che hai stabilito con il tuo popolo, perché, nell’unione coniugale dei tuoi fedeli, realizzata pienamente nel sacramento, si manifesti il mistero nuziale di Cristo e della Chiesa.

O Dio, stendi la tua mano su nome sposa e nome sposo ed effondi nei loro cuori la forza dello Spirito Santo. Fa’, o Signore, che, nell’unione da te consacrata, condividano i doni del tuo amore e, diventando l’uno per l’altro segno della tua presenza, siano un cuore solo e un’anima sola.

Dona loro, Signore, di sostenere anche con le opere la casa che oggi edificano. Alla scuola del Vangelo preparino i loro figli a diventare membri della tua Chiesa. Dona a questa sposa “nome” benedizione su benedizione: perché, come moglie e madre, diffonda la gioia nella casa e la illumini con generosità e dolcezza. Guarda con paterna bontà “nome”, suo sposo: perché, forte della tua benedizione, adempia con fedeltà la sua missione di marito e di padre.

Padre santo, concedi a questi tuoi figli che, uniti davanti a te come sposi, comunicano alla tua mensa, di partecipare insieme con gioia al banchetto del cielo.

Il gesto della velazione è particolarmente interessante perché è l’unico gesto in cui i genitori o i testimoni sono coinvolti a livello rituale. La “velatio” è collegata alla epiklesis, cioè alla invocazione dello Spirito Santo sui due nubendi ovvero gli sposi. L’epiclesi (dal greco antico: ἐπίκλησις ovvero “invocazione”, “chiamando giù dall’alto”) è quella parte della preghiera eucaristica con la quale il sacerdote invoca lo Spirito Santo (o la potenza della sua benedizione) sul pane eucaristico e il vino.

…ma perché si distende un VELO SPONSALE sugli sposi?

Il velo nella Bibbia è simbolo del cielo che Dio stende per abbracciare e proteggere la terra. Il velo richiama quindi la nube luminosa che copre e riempie, è simbolo della presenza di Dio. Secondo la tradizione ebraica il rito nuziale (nussuin) era celebrato sotto la huppah, ovvero un baldacchino (simbolo della presenza di Dio che abbraccia gli sposi appunto) eretto presso la sinagoga o nella casa dello sposo. Lo sposo consegnava alla sposa, rivestita del velo nuziale, l’anello dicendole:

«Con questo anello tu mi sei consacrata secondo la legge di Mosè e d’Israele»

quindi il padre della sposa pronunziava su una coppa sette benedizioni per gli sposi che, dopo aver bevuto dalla coppa, la rompevano e cantavano salmi. L’uso dell’imposizione del velo sugli sposi è un “residuo stilizzato” della huppah e il nuovo rito italiano lo colloca subito dopo il consenso e lo scambio degli anelli. Il velo richiama simbolicamente quindi la tenda e la casa accogliente che sono gli sposi l’uno per l’altro. Evoca quindi la famiglia come Chiesa domestica, la casa dove la parola di Dio abiti. Il velo è simbolo del cielo che abbraccia e protegge, dello Spirito Santo che scese su Maria nell’annunciazione, su Gesù al Giordano, che avvolse gli apostoli sul monte della trasfigurazione, che si manifestò a Pentecoste sulla Chiesa nascente, che scende sui doni eucaristici e su coloro che vi prendono parte. Viene quindi invocato sugli sposi perché li unisca, trasfiguri la loro unione e infiammi il loro cuore, perché condividano i doni dell’amore di Dio, siano un cuor solo e un’anima sola.

Il velo deve essere bianco con un eventuale appropriato e sobrio ornamento. Se decidete di adottare questa benedizione, parlatene prima con il prete che dirà Messa: non in tutte le parrocchie infatti questo rito è adottato. Verificate inoltre se il velo è già presente in Chiesa oppure se dovete portarlo voi.

Siate sempre curiosi e consapevoli,
buon cammino di preparazione al matrimonio!



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